un caso al giorno leva lo psichiatra di torno?
spesso le storie delle persone che si rivolgono ai servizi sociali hanno dei risvolti così grotteschi e surreali che è impossibile non riderne. perché non c’è solo il lato oscuro della forza; ce n’è sempre anche uno irresistibilmente comico.
stamani, secondo colloquio di verifica con armando e nìcola (yep, con l’accento sulla i; la signora è inglese). separati in attesa di divorzio, una bimba di sette anni. lui ex tossicodipendente, bello e affascinante, sguardo magnetico; attualmente antiquario. lei donna insicura e fragile, aggressiva e ferita; gestisce un villaggio (turistico). lui colleziona un’amante dopo l’altra; lei lo sa ma sopporta in silenzio. finchè lui non mette incinta una prostituta russa – la storia più importante tra le innumerevoli avute. e la moglie sclera. ma di brutto brutto brutto. umiliata e offesa, la donna giura vendetta. e decide di andarci giù pesante&definitiva, si potrebbe dire. ovvero, assolda un killer per far fuori marito e amante (e frutto del tradimento, non dimentichiamolo!). è a questo punto che la vicenda vira bruscamente verso il comico. perché la signora è sfigata; e tra tutti quelli sul mercato, assume un killer che si scoprirà essere amico del marito da eliminare – in quanto cliente del di lui negozio di antiquariato. così niente sangue e niente tragedia; e addio dignità, anche. quando armando viene a conoscenza della cosa, diciamo che non la prende bene. tornato a casa si incazza con la moglie, e finiscono per fare a botte. la rissa si allarga ben presto ai dipendenti del villaggio della signora, fino a quel momento residenza di tutta l’allegra famigliola. pare che ai combattimenti partecipi anche il cane, non è dato sapere prendendo le parti di chi. in netta minoranza numerica, il marito viene cacciato di casa. cioè, scappa, inseguito dai simpatici tipi sul libro paga della moglie. che nel frattempo ha svuotato qualche cassetto contenente le cose del marito, le ha buttate in uno scatolone, portate nel cortile centrale del villaggio, cosparse di alcool e bruciate. la leggenda vuole che moglie e dipendenti (forse anche il cane, ma anche no) si raccolgano attorno al falò festeggiando e bevendo birra; mentre il marito fuori dal cancello del villaggio grida minacce e promette vendetta, atroce vendetta. la vendetta, atroce vendetta si rivela ben poca cosa, alla prova dei fatti. il bell’uomo si presenta qualche giorno dopo al villaggio reclamando a gran voce gli effetti personali scampati al rogo. si è portato dietro qualche amico (chissà se c’è anche il killer); e una spranga di ferro. quando la moglie esce per affrontarlo, lui si toglie il maglione restando a torso nudo. dico, ma a che serviva questo gesto? forse per far precipitare ancora un po’ più nel ridicolo tutta la storia. comunque, a torso nudo e brandendo la spranga, l’uomo si scaglia verso la donna. ma ecco il colpo di scena: sulla porta compare la prostituta russa, lasciata tempo addietro per un’altra. adesso vive nel villaggio con nìcola. se vi ricordate, nìcola voleva far fuori pure lei; ma dopo che la povera russa è stata mollata, tra le due è subentrata la mitica solidarietà femminile. pietra sopra, insomma. lo shock di trovarsi di fronte moglie e amante (con tanto di pancione al seguito) è troppo forte, e l’uomo resta inebetito, comincia a chiedere spiegazioni; non ci sta ecco. la moglie ha il tempo di chiamare i carabinieri, che si presentano nel giro di un minuto e mezzo nella persona di tale rocco – carabiniere, appunto, che vive pure lui nel villaggio, insieme a una ballerina brasiliana che lavora lì. armando scappa, amici compresi, scordandosi pure il maglione, che non gli viene più restituito – come protesterà in seguito. episodi del genere si ripeteranno più volte; e l’alleanza delle ex di armando sembra sul punto di allargarsi a macchia d’olio. pare infatti che nel corso degli anni le mollate di turno abbiano contattato nìcola, confidandosi con lei e cercando il suo conforto – e venendo puntualmente mandate a quel paese. ma come dire, nel momento del bisogno ogni risorsa è preziosa. così la donna contatta alcune ex amanti, tra quelle che le stavano più simpatiche, si presume; e chiede loro di mandarle degli sms in cui le dicono che armando spaccia. l’idea sarebbe di denunciare il marito e usare gli sms come prova delle sue attività illecite. il problema è che le ex amanti che si prestano al gioco hanno in realtà delle mire sull’uomo; e gli spifferano tutto, nella speranza di riconquistarlo. non lo riconquistano, chiaramente. ma la cosa lo persuade della necessità di porre fine a questa situazione di completo assoluto infinito delirio. dopo una breve pausa, i due d’un tratto si ricordano di avere una figlia, e ricominciano a scannarsi. ognuno dei due vuol dimostrare come l’esistenza stessa dell’altro sia deleteria per la crescita serena della bambina; che diviene solo l’ennesimo pretesto per scaricarsi addosso i reciproci rancori. in tutto ciò, il nostro compito è tutelare la bimba, cercando di capire a fondo le dinamiche tra i genitori e tra genitori e figlia, e intervenendo su di esse prima che producano danni irreversibili (o quasi). sostegno educativo. tentativo (timido e discreto) di mediazione familiare. e qualche santo a cui votarsi, perché la situazione è veramente bruttina.
speriamo bene.
quando mi trovo di fronte a casi come questo, penso che in fondo, nonostante tutto, sono una persona normale. non solo normale, anzi: sono proprio una gran ganza. sono uno spettacolino vivente.
lavorare ai servizi sociali – nelle giuste dosi – alza il livello dell’umore.
anche l’arrivo del fine settimana però non è malaccio.
dopo la due giorni imolese, è la volta dell’emilia. bologna, decemberists più altre ed eventuali.
intanto domani finisco il backup del computer, che passerà pure lui il weekend fuori – per la precisione a casa di mio cugino – per un trattamento di bellezza. formattazione, atroce formattazione.
speriamo che sopravviva..