
despite disbelief
a love as big as a risk fills you up
and you can’t move on
[cocteau twins - seekers who are lovers]
ecco, io amo immensamente i primi trentacinque secondi di questa canzone.
e ogni volta che la ascolto non posso fare a meno di sorridere – farfalle che mi solleticano lo stomaco, lo sguardo che si abbassa, un brivido lungo la schiena – sorridere, e respirare più a fondo.
confesso di non essere così sicura di aver mai capito di cosa parli; e d’altra parte sul web esistono diverse trascrizioni.
ma bastano quelle prime tre righe perchè per me questa sia una canzone che parla di passione – di voglia di passione.
bastano, perchè la senta così intensamente mia, mia fin dalla prima volta che l’ho ascoltata – vento tra i capelli e profumo di mare, e sole, e pelle color dell’ambra, e occhi densi di malinconia – la colonna sonora della mia estate millenovecentonovantasei.
la voglia di passione, lo sguardo scintillante della ragazza che si innamora di tutto; e il desiderio di accartocciarmi su me stessa e nascondermi e sentirmi protetta, bambina fragile che ha paura del mondo.
le ombre e la luce, come due distinte me stesse: così lontane tra loro – eppure reali e vive, ugualmente autentiche, l’una che sfuma nell’altra.
le ombre e la luce.
le ombre e la luce.
questo blog esiste da un anno; un anno fatto di musica, viaggi, volti nuovi e nuovi luoghi, momenti difficili e tanti sorrisi e tante amicizie belle e sincere.
mi piace pensare che sia stato un anno luminoso, alla fine; e che abbia reso un pochino più luminosa anche me.
[i need your loving like the sunshine]

- com’è che ti piacciono così tanto le piante grasse?
- mah. non so. forse perchè per essere felici nella vita si accontentano di poco
[intorno al ventiseiesimo minuto di questo film]
“perchè l’hai fatto, figliolo?”, mi ha chiesto il dottore.
“provi a farsi di speedball”, gli ho detto, “e non rifarà mai più questa domanda a nessuno”.
c’è chi la fa finita con le sigarette insieme a tutto il resto. io invece ero abbastanza sicuro che senza nicotina sarei finito appeso al tubo della doccia in un baleno.
devi tenere qualcosa tra te stesso e la verità di te stesso, se no sei morto
io la vedevo così. la vedo ancora così
(sam lipsyte, venus drive, pag. 142 – grassetto mio)
sono mesi che mi tengo dentro queste parole.
le guardo le accarezzo mi specchio in esse – penso a me stessa, alla verità di me stessa, a ciò che infilo tra me e ‘lei’ per arrivare sana e salva alla sera, ogni sera.
forse un giorno avrò voglia di scriverne qualcosa, anche.
per il momento, raggiungo lei e lui qui.
per chiunque fosse da quelle parti oggi e domani, io al solito sono la fanciulla con le all star e le spillette sui calzini che litiga frequentemente coi propri capelli. un saluto è d’obbligo, e se ci scappa una birretta è pure meglio.
ah, dimenticavo: naturalmente sarò fotocamera-armata.
.. emmabodiamo?
[eeeeeeehh, magari..]
dalla svezia ale mi dice che il festival è trasmesso in streaming da sveriges radio; e io assumo immediatamente l’estasiata e voluttuosa espressione tipica di homer simpson quando pensa alle amate ciambelle.
perchè è vero che le pipettes ormai ce le siamo perse; ma resta sempre la possibilità di ascoltare gente come i wolf parade, frida hyvönen, i south ambulance, jensinotesoro lekman e naturalmente i nostri le man avec les lunettes.
[l'intero programma, gruppo per gruppo, qui]
non è certo paragonabile a essere lì.
ma è un compromesso dignitoso, direi – una consolazione più che decente.
ora. io mi sono impegnata un sacco, ma sono piuttosto impedita; e il canale che dovrebbe trasmettere il festival in streaming proprio non lo trovo.
ergo.
se qualcuno riuscisse a capire dove bisogna “sintonizzarsi”, ecco, credo farebbe cosa graditissima non solo a me ma a molte altre persone.
per intenderci, altro che santo subito..
update. ok, a questo punto io getto la spugna e dichiaro chiuse le ricerche. il canale che in teoria dovrebbe trasmettere il festival è questo; ma dando un’occhiata al palinsesto di oggi (e dei giorni scorsi) non si trova nessun riferimento a emmaboda.
enzo, anche lui in svezia, dice che lo scorso anno furono trasmesse delle sintesi. boh? vuol dire che ogni tanto controllerò.
certo che peccato. l’idea dello *streaming audio* mi piaceva proprio un sacco
(corrucciata&contrariata come una bambina a cui è stato mostrato un gioco bellissimo senza però permetterle anche solo di toccarlo)
[parentesi trash]
nel primo pomeriggio di domenica trentuno luglio duemilacinque la ele e il paso percorrono l’autostrada A14, nel tratto compreso tra termoli e roseto degli abruzzi.
sono quasi le tre quando decidono che forse è il caso di fermarsi a mangiare qualcosa.
i ricordi sono confusi e le ricostruzioni discordanti; ma con tutta probabilità l’area di servizio prescelta è quella del chilometro trecentoquindici: sangro est.
scesi dalla macchina i nostri si trovano immersi in un ambiente decisamente ostile: l’aria umida di quarantaquattroeppiù gradi, bambini urlanti, uomini sudati, parcheggi approssimativi, e dulcis in fundo la faccia odiosa&inquietante di federico zampaglione che li fissa da un cartellone appena fuori la porta dell’autogrill.
ma in questo scenario apocalittico la ele si accorge di un oggetto sorprendente e meraviglioso che occhieggia da una vetrina; ed è subito amore.
quello stesso amore che infiammerà anche lo sguardo del paso, quando poco dopo pure a lui sarà fatto dono di cotanta vista.
la cosa dentro l’autogrill, infatti, è di un tale cattivo gusto da innalzarsi ben oltre il sublime, da spingersi con forza verso il leggendario.
la mente obnubilata dalla stanchezza, però, nega ai due tapini l’unica scelta veramente saggia: acquistare la cosa.
gli sciagurati se ne vanno, allegri e incoscienti, con la pancia piena e le mani vuote
solamente il giorno successivo si renderanno conto di quanto grande sia l’errore commesso – c’era pure uno sconto vantaggiosissimo!.
ma sarà tardi; troppa la distanza tra loro e la cosa, ormai.
non so se c’è una morale in questa piccola storia.
se c’è, potrebbe benissimo essere che
crescere significa anche imparare a convivere coi propri rimpianti,
giorno dopo giorno.
[tutte queste fesserie col solo scopo di dire che sì, ok, che buffa la puzzonite, che bel premio e così via. ma volete mettere con la scorreggiona (foto uno e foto due)?
lei sì che sarebbe stata perfetta come premio per l'uomo dell'anno]
purify the colors, purify my mind
and spread the ashes of the colors over this heart of mine
[la verità è che ho un mare di emozioni e musica e sorrisi da raccontare.
ma come. come. come si può. dire in parole. la bellezza che ti riempie il cuore. così intensa da farti piangere. lacrime di gioia sotto il cielo stellato - nella brezza finalmente fresca della notte. seduta a gambe incrociate bevo concerti e vino e begli sguardi e belle persone; e mi chiedo come ho potuto, per così tanti anni, vivere senza tutto questo - vivere senza musica.
e non so cos'altro dire. se non grazie. di cuore]