l’insegnante di scienze aveva nella mano destra una specie di bacchetta con un anello di corda per fare le bolle di sapone, e nella sinistra una sigaretta. chinandosi in avanti immerse la corda in un secchio d’acqua saponata, la sollevò e ne tirò un capo per fare una bolla di sapone. dalla corda sbocciò, striata d’arcobaleno e sciolta, ballonzolante, la pancia di una bolla, e poi mentre ancora legata alla corda ondeggiava nell’aria lui alzò la mano sinistra, fece un tiro di sigaretta e, mettendo la bocca esattamente sul cappio, espirò un po’ di fumo nella bolla. il fumo prese una forma perlacea dentro le pareti blu e rosa ricurve.
cercai di non muovermi. il fumo e la bolla di sapone tremavano all’unisono.
cercando di mantenere tutto in equilibrio, lui cominciò a muoversi per chiudere la bolla attorno al fumo, ma proprio all’ultimo istante il polso fece un movimento brusco e tutto quanto scoppiò. il sapone svanì e la perla si dissolse.
[aimee bender - un segno invisibile e mio - ppgg. 117 e seguenti]
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viareggio, sette gennaio duemilasei – [la foto più grande qui]
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sono passati circa dieci mesi dalla prima volta che ho provato a sussurrare fumo in una bolla di sapone – proprio come nelle pagine di questo libro.
con qualche sigaretta, e una boccetta di quelle che si trovano in una qualsiasi cartoleria. sul balcone di un appartamento di via zamboni – cento metri dalle due torri. e una volta anche al covo, durante losing my badge #1.
venivano fuori queste bolle di sapone e fumo – così graziose, sì.
ma. così. piccole.
poi.
un pomeriggio piovoso di novembre.
in un negozietto per artisti di strada in via petroni, proprio accanto all’underground.
ho comprato questo meraviglioso kit per bolle giganti.
per qualche motivo che io stessa ignoro, non ho provato a usarlo fino a sette giorni fa.
quando, in piazza santo stefano, mamme e papà e bambini e nonne e nonni e ragazzi e giovani coppie sorridenti e barboni e cane di un barbone hanno potuto ammirare le mie bolle iridescenti – le pareti sottili che si riempiono di fumo caldo e leggero e salgono piano nel cielo, danzando lievi nell’aria.
e due giorni fa ne ho fatte ancora, stavolta a casa mia: sulla spiaggia, in riva al mare.
meravigliose perle – chiare e luminose e perfette, e palpitanti e vive.
e non so se sia per la sensazione di aver reso reali le parole di un libro che ho amato, e amo, e non smetterò mai di amare; o solo perchè la bellezza scalda il cuore, sempre e comunque. ma ecco. nonostante detesti il sapore di tabacco che mi brucia le labbra, e la bocca. potrei passare giornate intere a soffiare fumo nelle bolle di sapone.
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per [quasi tutte] le foto, un enorme grazie a paso