# album felini.
un paio di mesi fa mi ero casualmente imbattuta nel cat album di tinyfolk.
lo avevo scaricato, e trovato adorabile.
da un paio di giorni ho il cd, arrivato dall’indiana assieme a un buffo biglietto di cartoncino&stoffa su cui russ woods ha scritto
i’m really sorry it took so long to mail this, so i stuck in a cd-r i made for my last tour and a tinyfolk pin. hope you’re doing well!
un gesto davvero gentile, direi.
qui i due mini-album, qui il biglietto, qui la spilletta.
qui, invece, la versione completa del cat album.
[a quello trovato su soulseek mancavano sei canzoni]
# gruppi gattofili.
per gli stessi motivi già snocciolati in questo post, difficile non voler bene agli psapp, duo formato da carim clasmann e dalia durant: il sito, le foto, le magliette.
la gatta della coppia, poi, ha avuto un ruolo essenziale nella scelta del nome del gruppo, come dichiara lo stesso carim:
non riuscivamo a metterci d’accordo su come chiamarci, ed eravamo lì seduti a scervellarci e discutere quando è entrata la gatta ed è saltata sul pianoforte, facendo cadere tutte le cose che c’erano impilate sopra. siccome avevamo il minidisc acceso, è venuto registrato il rumore più fantastico di sempre [the most amazing noise ever!], il cui suono era molto simile a “psapp”
cosa ancora più buffa, il nome della gatta stessa:
carim: molto semplicemente si chiama *the cat wih no name*.
galia: perché non riuscivamo a scegliere il nome da darle.
carim: per dire, di solito non abbiamo problemi a trovare il nome alle canzoni e cose del genere, ma ci sono situazioni che sono differenti..
galia: abbiamo avuto una vera e propria discussione, al termine della quale abbiamo deciso che sarebbe stata *the cat with no name*.
[ qui l'outtake dell'intervista di paso agli psapp, in formato mp3 ]
qui di seguito, dal numero del mucchio attualmente in edicola, la bella recensione del loro secondo disco, firmata da carlo bordone – che a quanto pare non ha apprezzato troppo l’involontario e fondamentale aiuto di the cat with no name nella scelta del nome del gruppo:
dietro l’atroce nome psapp si cela una coppia di giocherelloni piovuta da un’altra dimensione, più gentile e rilassata di questa. dal loro polveroso bugigattolo londinese a king’s cross, nel quale registrano e vendono folli strumenti giocattolo, galia durant e carim clasmann irradiano soavi segnali synth-pop che hanno saputo conquistare tanto i cultori di “incredibile strange music” quanto i produttori della ABC, che li hanno inseriti in vari serial televisivi di buon successo negli states. the only thing i ever wanted è il secondo album di galia e carim – lei inglese e cultrice di musica indiana, lui tedesco di colonia ed ex-ingegnere del suono per einsturzende neubauten e die toten hosen – e segna un passo in avanti rispetto all’esordio tiger, my friend. minimalismo melodico caratterizzato da un approccio all’apparenza infantile – ma quanto è bella e tenera una filastrocca come tricycle, e quanto può essere romantico il suono di un “posacenere automatico”! – in realtà basato su arrangiamenti stratificati e mai banali. riferimenti? diciamo un piacevolissimo incrocio tra young marble giants, fiery furnaces, lali puna meno elettronici e cocorosie meno mortalmente pallose. da ascoltare, magari, mentre si sta sdraiati sul tetto a guardare i gatti.
una menzione d’onore, poi, ai blanketarms.
con una foto come questa, è il minimo che si meritano.
[per la cronaca, il gatto si chiama houdini]
# curiosità feline assortite.
storia numero uno.
storia numero due [update]
storia numero tre.
se le prime due notizie mi fanno un po’ tristezza, trovo che la terza sia fantastica.
# foto di micialuna.
in un post del genere, poteva forse mancare? ovvio: no.
quindi, eccola qui:

# video di micialuna.
dopo il successo dei filmatini bucolici, un nuovo video destinato a diventare un grande classico: io e luna che giochiamo agli assalti, qui.
[[ grazie infinite a paso. e grazie anche a fio e a repubblica.it ]]