breaking the silence
[ma senza esagerare]

# belle and sebastian.
dal cd singolo the white collar boy, un pezzo inedito davvero molto bello: heaven in the afternoon, qui.

# i’m from barcelona.
dal vinile di let me introduce my friends, la bonus track the painter, non compresa nella versione in cd dell’album: qui.

# psapp & cats.
qui due screensaver da scaricare, e un gioco delizioso con cui sorridere un po’, alla faccia di questo caldo insopportabile. chissà, magari i miagolii che si sentono ogni tanto sono proprio di *the cat with no name*.. [vedi qua].
inoltre, sappiate che il booklet di the only thing i ever wanted è di una bellezza inenarrabile.
in sostanza: non si può non amarli, gli psapp.
ecco.

[ grazie a paso e a teo ]
















[ sguardi non convenzionali ]

viareggio, lungomare
visione notturna & shakerata
















relax felino
[ o svacco luninico, anche ]
















se i gatti hanno sette vite
forse mia nonna ne ha una più di loro

[ nella foto, mia nonna con mio padre bambino ]
















ci sono certi verbi. e certi tempi verbali.
che a pensarci bene dovrebbero essere incompatibili.

per esempio.
è tutto oggi che penso.
che dovrebbe esistere una qualche regola grammaticale.
che impedisse l’abbinamento del verbo morire con il presente progressivo.

quanto è triste poter dire che qualcuno sta morendo.
quanto è ingiusto che l’atto del morire possa prolungarsi e allungarsi e distendersi nel tempo: pigro come un gatto che si stira, e titubante e lento, e crudele.

è triste. è ingiusto.
e spezza il cuore.
















[e comunque ]

per quanto happiness is an overestimated value sia davvero un bel disco.
per quanto io sia assolutamente incline alla malinconia.
per quanto adori certi post un po’ dolci, un po’ amari di enzo.
ecco, nonostante questo.
la felicità non è un bene sopravvalutato.

e sfido chiunque a dimostrare il contrario.

[ happiness is an overestimated value di fr luzzi, qui ]

[[ fr luzzi + la recensione del disco su indiepop.it ]]
















il fatto è che
mi sento
così
stanca.
















bologna, 1. 4. 2006 – pecksniff (*)
















# album felini.
un paio di mesi fa mi ero casualmente imbattuta nel cat album di tinyfolk.
lo avevo scaricato, e trovato adorabile.
da un paio di giorni ho il cd, arrivato dall’indiana assieme a un buffo biglietto di cartoncino&stoffa su cui russ woods ha scritto

i’m really sorry it took so long to mail this, so i stuck in a cd-r i made for my last tour and a tinyfolk pin. hope you’re doing well!

un gesto davvero gentile, direi.
qui i due mini-album, qui il biglietto, qui la spilletta.
qui, invece, la versione completa del cat album.
[a quello trovato su soulseek mancavano sei canzoni]

# gruppi gattofili.
per gli stessi motivi già snocciolati in questo post, difficile non voler bene agli psapp, duo formato da carim clasmann e dalia durant: il sito, le foto, le magliette.
la gatta della coppia, poi, ha avuto un ruolo essenziale nella scelta del nome del gruppo, come dichiara lo stesso carim:

non riuscivamo a metterci d’accordo su come chiamarci, ed eravamo lì seduti a scervellarci e discutere quando è entrata la gatta ed è saltata sul pianoforte, facendo cadere tutte le cose che c’erano impilate sopra. siccome avevamo il minidisc acceso, è venuto registrato il rumore più fantastico di sempre [the most amazing noise ever!], il cui suono era molto simile a “psapp”

cosa ancora più buffa, il nome della gatta stessa:

carim: molto semplicemente si chiama *the cat wih no name*.
galia: perché non riuscivamo a scegliere il nome da darle.
carim: per dire, di solito non abbiamo problemi a trovare il nome alle canzoni e cose del genere, ma ci sono situazioni che sono differenti..
galia: abbiamo avuto una vera e propria discussione, al termine della quale abbiamo deciso che sarebbe stata *the cat with no name*.

[ qui l'outtake dell'intervista di paso agli psapp, in formato mp3 ]

qui di seguito, dal numero del mucchio attualmente in edicola, la bella recensione del loro secondo disco, firmata da carlo bordone – che a quanto pare non ha apprezzato troppo l’involontario e fondamentale aiuto di the cat with no name nella scelta del nome del gruppo:

dietro l’atroce nome psapp si cela una coppia di giocherelloni piovuta da un’altra dimensione, più gentile e rilassata di questa. dal loro polveroso bugigattolo londinese a king’s cross, nel quale registrano e vendono folli strumenti giocattolo, galia durant e carim clasmann irradiano soavi segnali synth-pop che hanno saputo conquistare tanto i cultori di “incredibile strange music” quanto i produttori della ABC, che li hanno inseriti in vari serial televisivi di buon successo negli states. the only thing i ever wanted è il secondo album di galia e carim – lei inglese e cultrice di musica indiana, lui tedesco di colonia ed ex-ingegnere del suono per einsturzende neubauten e die toten hosen – e segna un passo in avanti rispetto all’esordio tiger, my friend. minimalismo melodico caratterizzato da un approccio all’apparenza infantile – ma quanto è bella e tenera una filastrocca come tricycle, e quanto può essere romantico il suono di un “posacenere automatico”! – in realtà basato su arrangiamenti stratificati e mai banali. riferimenti? diciamo un piacevolissimo incrocio tra young marble giants, fiery furnaces, lali puna meno elettronici e cocorosie meno mortalmente pallose. da ascoltare, magari, mentre si sta sdraiati sul tetto a guardare i gatti.

una menzione d’onore, poi, ai blanketarms.
con una foto come questa, è il minimo che si meritano.
[per la cronaca, il gatto si chiama houdini]

# curiosità feline assortite.
storia numero uno.
storia numero due [update]
storia numero tre.

se le prime due notizie mi fanno un po’ tristezza, trovo che la terza sia fantastica.

# foto di micialuna.
in un post del genere, poteva forse mancare? ovvio: no.
quindi, eccola qui:

# video di micialuna.
dopo il successo dei filmatini bucolici, un nuovo video destinato a diventare un grande classico: io e luna che giochiamo agli assalti, qui.

[[ grazie infinite a paso. e grazie anche a fio e a repubblica.it ]]
















vi ricordate delle bolle di sapone che diventano perle se vi si sussurra dentro del fumo?
ne avevo letto su un libro. e non avevo saputo resistere al desiderio di provare a dar loro vita io stessa – renderle concrete e vere, nella vita reale.
sull’esperienza avevo anche scritto un post.

poi. qualche giorno fa. vedo per la prima volta il film delicatessen.
e c’è una scena, in particolare, che mi rapisce e conquista e incanta.
quella in cui louison sussurra fumo in una bolla di sapone:

perledifumo.avi [quarantasette mega]
perledifumo.mpg [tredici mega]

di sicuro, da oggi e per sempre, una delle tre scene a cui voglio più bene in assoluto.

[ grazie a paso e a daniele ]

appendice.

le altre scene a cui voglio tantissimo bene #1:

formato avi [ehm, circa centoquaranta mega]
formato mpg [trentacinque mega]

le altre scene a cui voglio tantissimo bene #2:

formato avi [ottantacinque mega]
formato mpg [venti mega]
















[[ my crystal lake ]]

       

[ the crystal lake: mp3 - video - video in streaming su you-bleah!-tube ]
















siena, 12. 5. 2006 – the ian fays (*)

e così, dopo un mese di concerti su e giù per l’italia centrosettentrionale – molta musica e molto molto divertimento, basta leggere il loro buffo diario su myspace – le gemelle sara e lizz tornano a casa.
per salutarle degnamente, partyconcerto al sesto senso di bologna, stasera a partire dalle 20, insieme agli staff e a “membri vari di alcune band del roster homesleep“.
in altri termini, una serata da non perdere; che io purtroppo mi perderò, visto che tra non molto salirò su un treno che mi riporterà a casa.
ma voi che potete.. siateci!

so long girls, and take care.
hope to see you soon.

[anche enzo ha dedicato un post alle gemelle, con foto e link al video di sixteen weeks: qui]
















[ i could watch the dreams flicker in your eyes
lying here asleep on a sunbeam
]

quando la tua gatta ha tanti amici felini su myspace,
può succedere che un giorno uno di loro, bailey, sparisca da casa.
può succedere che la sua umana scriva agli amici felini di bailey una mail che tra le altre cose dice

bailey was my bundle of happiness whenever things were happy, sad, good, bad, depressing, exciting or just average. bailey made my life 100% happier just by being in it. he was the only cat i have ever had that actually “hugged” me, and i miss his paws. [+]

può succedere che, dopo tre settimane dalla sua sparizione, la sua umana riceva una telefonata da un centro di protezione e cura per animali, perchè sono stati ritrovati due gatti che corrispondono alla descrizione di bailey.
può succedere che il giorno successivo ti arrivi questa mail:

none of the cats were bailey. i cried for hours. the people at the shelter told me that in their opinion he is gone and was taken by a coyote. i think all hope is gone and we all need to accept the sad reality. bailey lived his life like a king and he out lived his life expectancy for an outdoor cat.
i think it’s time to say goodbye..
bailey knows all of his dear friends love him and will never forget him.
he is not gone, just gone on ahead.
[+]

ed ecco.
tutto questo. e il modo in cui ti senti. ti ricorda che hai davvero un cuore di pastafrolla.
così dolce; e così fragile.

e a volte. a volte fa paura.