[ buone feste! da micialuna e me ]

[[grazie a flickr e a suzukimaruti]]
















e ogni anno. da dieci anni. puntualmente. quando arriva l’inverno. senza sapere bene perchè. più o meno inevitabilmente. mi ritrovo a pensare a questa storia:

[tutta intera] storia d’inverno
[a pezzetti] 1.2.3.4.5.6.7.8.9.10.11.12
















[ il mio duemilasei in musica ]

in ordine sparso,

ci sono:

# i dischicolpodifulmine, quelli che in pratica diventate una cosa sola prima che tu riesca a rendertene conto – innamoramenti intensi e netti e totali, che però non si scolorano nel tempo che passa: ma anzi, si trasformano in una passione così profonda e vivida da farti addirittura fondare un’etichetta in loro onore.
energia e gioia e bellezza da scaldarti il cuore – da metà primavera a oggi, passando per un’estate illuminata da alcuni giorni magici in svezia.

*hemstad ep, hemstad
*hemvägen ep, detektivbyrån

# i dischicheliascoltieticivedidentrocomeinunospecchio, quelli che li infili nel lettore cd durante uno dei tuoi tanti viaggi in treno, e d’un tratto ti ritrovi occhi negli occhi col tuo sguardo riflesso nel vetro del finestrino, e ti sorridi.
una specie di empatico intreccio di musica, emozioni, modi di sentire il mondo.

*puzzles like you, mojave 3
*let’s get out of this country, camera obscura
*footprints through the snow, ant
*push the heart, devics

# i dischicheaveviquasipauranontipiacesseroeinvece!, quelli che chi li aveva sentiti usava aggettivi tipo strano, diverso, difficile, psichedelico, e porca miseria soprattutto psichedelico ti faceva provare una certa inquietudine – finchè non fai suonare la prima canzone e poi la seconda e la terza e così via, e scopri di avere tra le mani una vera meraviglia.

*after dark, my sweet, julie’s haircut

# i dischichesì,carini,manientedichèepoinonriesciasmetterediascoltarli, quelli che dalla seconda volta che li metti su ti si appiccicano addosso – il cervello il cuore la pelle la pelle la pelle, tutto – e non c’è verso di cacciarli via, proprio no.
in pratica, quando un disco diventa parte di te. e se non è amore, questo, ditemi voi cos’è.

*demon, envelopes

# i dischichepoichétuseitunonpuoifareamenoditrovareadorabili, quelli che i gatti, e the cat with no name, e sassi e conchiglie come percussioni, e ancora i gatti, e hi e tricycle, e la grafica, e il piccolo negozio londinese dove loro due vendono strumenti giocattolo, e insomma ecco queste sono cose a cui io non sono mica capace di resistere.

*the only thing i ever wanted, psapp

[ menzione d'onore ai blanketarms - per le loro canzoni sbilenche sorridenti e lo-fi, per houdini e per dire di sè we suck, but at least we're catchy! - e naturalmente a tinyfolk, al suo cat album e alla 'cat album reissue' ]

# i dischichetiricordanocomesifaasentirsibene, quelli che ti sorridono e ti prendono per mano e ti scuotono dalla malinconia – piccoli raggi di sole in una giornata grigia – teneri e dolci e sinceri e vivi, pulsanti di energia e calore.
e poi, stardust è praticamente la mia canzone dell’anno.

*apple bay, irene
*honey, you’re murdering me, pecksniff

# i dischichetipiangeilcuoreapensarechequeigruppichetantoamavisisonosciolti, quelli che ascolti ed hai ascoltato allo sfinimento – un retrogusto di malinconia e incredulità e senso di perdita che ti sommerge, a tratti. e poi, questa sorta di scollamento temporalemozionale: la nostalgia e l’affetto, e due gruppi che non esistono più, e la loro musica così presente e concreta dentro e fuori di te che quasi ti sembra di poterla toccare.

*just like the fambly cat, grandaddy
*voilà!, the snow fairies

# i dischicheinmododiversomainequivocabilesonopropriodischidellamadonna, quelli che la prima volta che li ascolti resti a bocca aperta, quasi, e provi un gusto (forse?) malsano nel perdertici dentro e trovarci magari qualche dettaglio nuovo, qualche motivo di emozione e meraviglia ed entusiasmo in più, e la voglia di ascoltarli ancora e ancora e ancora, ecco.

*i’m the creature, micecars
*makers, rocky votolato

in estrema sintesi, una cosa così.

bonus #1: il discoinonoredi***********eatuttolosplendidoindiepopchescaricodalui, perchè *giuro* che ricostruire i cataloghi della shelflife della magic marker della clover della creation della shinkansen della marsh marigold della elefant della él della candle della matinée e così via è un’esperienza che anche solo a pensarci mi fa salire le lacrime agli occhi dalla commozione.

*cd86. 48 tracks from the birth of indie pop

bonus #2: il discochetihaveramentedelusoeneseifelicissima, perchè è una bella sensazione disinnamorarsi di un artista che nel tuo cuore è idissolubilmente legato al ricordo di qualcuno che da tempo non ami più. magari è triste; ma anche no.

*9, ="_blank">damien rice

[e non so perchè, ma mi accorgo solo adesso che mancano dischi che pure ho amato e ascoltato tanto, per esempio josh rouse e gli hidden cameras e i morose e i sodastream e i virginiana miller e josh ritter e i built to spill e i belle and sebastian e i black heart procession e gli electric president e gli studiodavoli e i comaneci e gli amycanbe e le ian fays e i love is all e gli elected, e altri ed altri ancora. boh. semplicemente, è andata così]
















[tre]

|i just had broken-hearted surgery
love won’t bypass me again|

non se ne accorse subito.
e anche quando finalmente lo fece, continuò a lungo a ripetere a se stessa è solo un periodo, passerà. in fondo sono cose che succedono.
dopo qualche mese, però, iniziò a chiedersi se non fosse il caso di preoccuparsi.
perchè si può vivere davvero, essere felici, così?
i medici le ripetevano le stesse domande, che cosa ti è accaduto? quando è cominciato?, ma lei non ne aveva proprio idea. rispondeva niente, non lo so, e si stringeva nelle spalle, e sul serio non sapeva che cos’altro aggiungere.
alla fine le prescrissero delle pillole colorate.
lei le comprò, e una volta a casa le rovesciò in una piccola ciotola di porcellana azzurra e le posò in un angolo del comodino, perchè le piaceva l’abbinamento cromatico – soprattutto di notte, nella luce morbida dell’abat-jour.
ma non le prese mai, nemmeno una volta.
probabilmente non servivano, si disse.
probabilmente non c’era mica niente da curare.
a vederla da fuori, in effetti, sembrava che niente fosse cambiato: sorrideva, andava ai concerti, leggeva un sacco di libri, faceva le stesse battute buffe e pungenti di sempre, eccetera eccetera. insomma, non è che fosse diventata un’altra persona.
e poi, forse la vita e la poesia sono cose diverse, ecco.
pensò al suo cuore, avvolto di neve e di brina.
e sperò che un giorno, magicamente come erano comparsi, quegli strati di ghiaccio sottile si sciogliessero e scivolassero via – mille e mille lacrime lucenti.
che tutti i pezzetti si unissero, e ogni ferita guarisse.
e la parola amore non facesse più così paura.

| bunnygrunt – i just had broken-hearted surgery
love won’t bypass me again
|
















lo so. dovevo scriverlo prima questo post.
ma ultimamente, nella mia testa, il tempo scorre secondo un calendario tutto mio; e mi sono ricordata solo oggi pomeriggio che domani è domani!.
ovvero: domani sera, al diagonal di forlì, doing it for the kits, serata tutta speciale a cura del duo zondaseek, in onore degli amici più twee dell’essere umano – i gatti:

durante la serata, “brani felini” dedicati ai mici dell’associazione enpa di cesena (*), che non attendono altro che una casa per festeggiare il natale con voi. i gatti saranno presentati tramite profili da vere rock-star che potrete trovare al banco-dj.

insomma: splendida musica, e la possibilità di offrire anche solo un piccolo aiuto a molti mici senza casa e ai volontari dell’enpa.
un appuntamento a cui non si può mancare, ecco.

*bonus: the scourge of the sea – smitten kitten
















[ cielo d'autunno ]