[non è che la sottoscritta sia mai stata una di quelle persone che aggiornano (pluri)quotidianamente il proprio blog, eh. l'home page di blogger mi ricorda che in più di tre due anni e mezzo ho prodotto trecentodiciotto post; certo non un gran numero. anzi. eppure mi sento un po' colpevole, e un tantino frivola: perché mi sono lasciata prendere la mano da twitter - dopo averne detto e pensato peste e corna per mesi, quasi - e da anobii.
uscirò da questa spirale? non è dato sapere.
ad ogni modo, se ancora non l'avete fatto, entrateci anche voi!
moi, mi trovate qui e qui.
ah: ovviamente, esiste anche il twitter di micialuna, qui]
[e bastano un foglio di carta ingiallito, e cinque parole così semplici - vi ho voluto tanto bene - perché il mio cuore si fermi un istante, e lo stomaco mi si accartocci, e un misto di emozioni mi stringa la gola, e qualche lacrima mi rotoli giù per le guance.
voglio essere diversa.
non voglio essere diversa]
son cose.
se la teoria dei mondi multipli ha un qualche fondamento reale, allora non c’è dubbio che stasera, in almeno uno degli infiniti universi paralleli al nostro, il mio gufo e il mio cappello svedese sono ad atene. allo stadio olimpico. a seguire la finale di champions league. e a portare fortuna al milan.
quasi tre settimane fa, ricevo la mail di un ragazzo che mi chiede se è possibile acquistare il mio gufo di pelouche, cappello compreso.
io immagino si tratti di un collezionista di oggetti gufeschi, così gli rispondo di no, ma gli suggerisco dove può trovarne uno uguale. cappello escluso, ovviamente; ché dovrebbe trattarsi di esemplare unico, oltretutto preso a stoccolma.
con mio sommo sbigottimento, però, di lì a poco scopro che l’interesse per il mio gufone è dovuto al suo essere diventato, per uno svariato numero di tifosi milanisti, una sorta di amuleto benefico – un magnanimo paladino della buona sorte, ribattezzato gufaldo, che si sarebbe preso a cuore il destino del milan in champions league, appunto.
il tutto, spiegato a grandi linee qui.
da un paio di mesi a questa parte è in atto un vero e proprio culto di gufaldo.
numerosi utenti di diversi forum adottano la sua foto come avatar (alcuni esempi qui, qui, qui e qui); e il suo nome può essere scritto solo se accompagnato da una adeguata quantità di smilies che si genuflettono.
non solo.
chi stasera non vedrà la partita a casa propria scarica la sua immagine sul cellulare e la usa come sfondo, per averlo sempre con sé.
c’è chi cerca una sua foto ad alta definizione e di grandi dimensioni – per farne cosa?, mi chiedo: stamparla su una maglietta? su uno striscione?
qualcuno crea questa immagine – molto suggestiva, direi.
il suo aiuto, poi, è invocato da più parti: perché vegli sia sulla squadra rossonera, che sul sonno e sull’equilibrio emozionale dei tifosti/forumisti.
sono basita.
e la cosa più assurda di tutte, forse, sta nel fatto che io. antimilanista, e anticalcio in generale. spero che stasera vinca il milan. perché mi dispiacerebbe che il mio gufone perdesse la reputazione di portafortuna.
le cose strane succedono, eccome.
tutto inizia con una conversazione di quelle microscopiche e quotidiane.
una cosa tipo
- la macchina fotografica non la prendo, così se giovedì non riesco a salire per il concerto di sparklehorse e fennesz le foto puoi farle tu
- sì, ok. però non so se le farò.. del concerto devo scriverne, e se faccio foto magari finisce che penso a quelle e mi distraggo troppo
ed ecco, lì per lì non ci fai caso; ma dopo un paio d’ore quel piccolo dialogo torna a scorrerti davanti agli occhi, all’improvviso. e decide di trasformarsi in qualcosa d’altro – un pensiero che ti coglie di sorpresa, un po’ malinconico e un po’ deluso.
alla fine le foto sono ancora un altro schermo che metti tra te e le cose
un passo indietro per tenerti lontana dal semplice, puro sentire
fare foto aiuta a vedere il mondo.
guardarlo, interpretarlo, comprenderlo, immaginarlo.
ma in fondo, almeno in parte, rende impossibile abbandonarsi davvero e del tutto ad esso – viverlo, e lasciarsi attaversare, e lasciarsi toccare.
e, non so.
sono così stufa di tutte queste distanze.
eppure, non riesco a farne a meno.









londra, 12. 05. 2007 – lucky soul (*)
[non so se ali howard possa davvero diventare la nuova nina persson.
ma di sicuro è difficile riuscire a non volergli bene, a lei e ai lucky soul]




bologna, 7. 05. 2007 – cat power (*)
[sul concerto, le diverse opinioni di olivia e marina]
[[epperò dai. un *concerto da pianobar*? non esageriamo]]









modena, 5. 05. 2007 – parenthetical girls (*)
i parenthetical girls hanno un fascino particolare e intenso, sul palco.
un fascino molto visivo, e molto sensuale. impalpabile e concreto al tempo stesso, che te lo senti negli occhi e sulla pelle: sguardi che si perdono oltre un orizzonte imprecisato, labbra morbide, bronci appena accennati, gesti un po’ teatrali.
del concerto in sé, a dire il vero, ho ricordi un poco vaghi. quasi come quando ti trovi a parlare con qualcuno e ti accorgi che il cuore ti batte un po’ più forte, e le gambe ti si increspano di un tremolio leggero, e un’emozione inaspettata ti fa il solletico allo stomaco; e non sapresti ripetere una sola parola della conversazione che avete avuto – ma ti restano i colori, e svariate sensazioni molto intraducibili e molto tattili.
può essere che questo non sia esattamente un bene, per i parenthetical girls.
ma la cosa, a me, non dispiace affatto.
break a leg, black*kitten records!
ne avevo parlato qua e là; e già esisteva un myspace.
ma da oggi è ufficialmente online anche il sito della black*kitten records!
fedele alla linea del mio html zoppicante ma sincero, negli ultimi tre giorni mi sono dedicata alla creazione di questa manciata di pagine.
in più, con ale e paolo della myhoney, abbiamo finalmente deciso la data di uscita dello split di hemstad e detektivbyrån; ed è possibile ascoltare un piccolo estratto delle canzoni.
come inizio non è male, no?
[tanto per rendermi conto di come il sito si visualizzi con browser diversi dal mio, ho scaricato netscape ed opera, cercato di installare konqueror, fatto qualche verifica con explorer. il verdetto è stato: firefox e opera ok, netscape benino (la pagina 'contatti' dovrebbe aprirsi come finestra pop-up, non come pagina intera), konqueror boh (nel senso che non sono riuscita a installarlo), explorer *argh* - ma santiddio, se ancora lo usate convertitevi ad altro, per pietà.
invece ignoro cosa succeda aprendo il sito con un mac; e proprio non ho modo di verificare.
comunque. se vi accorgete di qualche problema difetto errore, o avete qualche suggerimento, fatevi vivi. e abbiate fede: tra qualche giorno, l'ottimo valido darà un'occhiata al mio html approssimativo, dopodiché tutto dovrebbe davvero filare liscio]








