il sole, l’estate, i sorrisi.
il tempo che corre veloce.
e un blog che inizia a riempirsi di ragnatele.
si ricomincia, piano.
con una manciata di cose belle: da guardare, ascoltare, cantarci insieme.
# gli shout out louds che cantano tonight i have to leave it in un piccolo giardino di stoccolma; pubblico timido e sparuto, e una bambina molto bionda con tanta voglia di danzare: qui e qui [già segnalato qui]
# fred e betty dei saturday looks good to me, sempre a stoccolma, che passeggiano per le strade della città, sorridendo agli sguardi perplessi della gente e suonando typing: qui e qui [già segnalato qui]
# quasi tutto il concerto degli arcade fire a glanstonbury, per le sere afose e annoiate in cui avresti voglia di essere altrove – anche sotto la pioggia battente, anche coi piedi in un mare di fango: qui.
l’angolo del download coatto #2
una parola soltanto: imperdibili.
gianluigi ginorra – gente de foligno
massimo bagnato – semo gente de foligno
[mille grazie a gecco]
[[ attese ]]


[semisdraiata su un gradino, prima di rientrare in casa]
[cinque]
|so i heard it’s no good to run
but it feels so much better now that it’s done|
e ogni volta. che scrive cose come questa, o questa, o questa – scrive, perché parlarne è troppo diverso, e fa male, e brucia via la pelle. ecco. ogni volta. che scrive cose così. invariabilmente. c’è qualcuno che le scrive di rimando. e le dice che la ammira. per quanto è lucida e coraggiosa. e lei legge, e sorride; triste.
la paura il dolore i gesti che hanno perduto il loro senso.
fuggire senza muoversi di in millimetro – e un sollievo così ingannevole
non c’è niente di coraggioso, in lei. perché coraggio è farsi forza e continuare a camminare; è essere capaci di andare davvero avanti; è saper cambiare. e la sua lucidità – la sua lucidità scivola via lieve, come foglie d’autunno – così belle e sterili, così vive e spente insieme.
almeno in parte, è solo una ragazzina fragile che si aggrappa ad una sciocca fuga immobile. con cui si illude di proteggersi; in cui si scopre sempre uguale.
| shout out louds – tonight i have to leave it |
lo scorso gennaio ho deciso che avrei dovuto fare un regalo speciale a mia madre, per il suo compleanno. era un periodo triste e difficile. e io volevo darle qualcosa che avesse il calore e i colori e il profumo e la morbidezza del mio amore per lei. volevo qualcosa che le ricordasse, sempre, quanto può essere bella e lieve, la vita. volevo che sorridesse.
è finita che le ho preso due libri per bambini. e un meraviglioso orsetto.
lei ha capito; e ha sorriso, per davvero.
ha chiamato dolcino l’orsetto, e lo tiene sulla sua metà di letto.
qualche giorno fa sono entrata in camera sua. e ho visto dolcino seduto sul letto, in una posizione che ho trovato abbastanza ridicola, e anche poco appropriata per un orsetto morbido e caruccio come lui.
per l’esattezza, questa posizione qua:

mi è scappato da ridere. e quasi subito ho iniziato a chiedermi cose come chissà chi è veramente questo orsetto, oppure chissà se c’è un motivo per cui se ne sta proprio in questa posizione, e anche ma alla fine ‘dolcino’ sarà un nome appropriato per lui?, e così via.
e insomma. come è già successo altre volte. sarebbe bello. che chi passa di qua, e ne ha voglia. raccontasse una piccola storia – una storia per dolcino.
noi aspettiamo di leggerle.




bologna, 5. 06. 2007 – built to spill (*)
in una sola parola, un concerto commovente (cit).
nel senso più intenso, e nobile, e bello del termine.




bologna, 3. 06. 2007 – sondre lerche (*)
un grande musicista. un fantastico entertainer. una forza della natura.
ogni concerto di sondre lerche è una piccola, autentica meraviglia.
come il sorriso che ti lascia, spente le luci, sulle labbra e nel cuore.





modena, 1. 06. 2007 – le man avec les lunettes (*)