ice cream is here to stay!
quando ero bambina, succedeva spesso che i miei genitori mi raccontassero buffi, piccoli aneddoti di loro a sei, sette, otto anni, che aspettavano impazienti l’arrivo in paese del camioncino dei gelati.
ogni giovedì pomeriggio della loro infanzia, tra maggio e settembre, correvano in strada con i fratelli più piccoli per mano, e un’eccitazione febbrile a solleticargli le gambe. discutevano di vaniglia e cioccolato, di strani gusti immaginari, di coni di dimensioni gigantesche. finché finalmente, da lontano, non sentivano una voce gridare dentro un megafono bambini! è arrivato il gelato! piangete, che le vostre mamme ve lo comprano!; e da dietro una curva, spuntava il camioncino bianco del signore dei gelati.
si faceva chiamare peppino in gondola. aveva un cappello di paglia in testa, un sorriso grande grande, e a volte regalava dei bastoncini di zucchero a strisce bianche e rosse.
da lì in poi, era tutto uno sporgersi di manine, un urlare io! io! come per paura che il gelato potesse finire all’improvviso; ma naturalmente non finiva.
quando anche l’ultimo bambino si era seduto sul muretto a gustare il proprio cono accanto agli altri, il camioncino di peppino in gondola ripartiva. e molte paia d’occhi lo osservavano scivolare via, dondolando le gambe zeppe di lividi e croste, in silenzio, persi nella dolcezza del gelato – nella dolcezza dell’infanzia e dell’estate.
tutto questo mi torna in mente grazie a fabio, e alla sua segnalazione di songs for ice cream trucks di michael hearst, qualche tempo fa.
è uno di quei dischi che scaldano il cuore, delicato e gentile, sorridente. un trionfo di organetti e glockenspiel e fisarmoniche, capace di dipingere un intero mondo, e farlo assaporare anche a chi non lo ha mai vissuto. una piccola meraviglia, insomma.
da avere.
# michael hearst – where do ice cream trucks go in the winter?
# michael hearst – before i drive away
ancora su michael hearst:
# qui i suoi racconti, alcuni dei quali sono stati pubblicati da mcsweeney’s;
# one ring zero, il progetto di ethno-pop a cui dà vita assieme a joshua camp;
# as smart as we are, l’ultimo (fantastico) lavoro a firma one ring zero, con testi di dave eggers, jonathan lethem, rick moody, myla goldberg, a.h. homes, paul auster, neil gaiman e altri